Cachi

3,00  /vaschetta

Tutti noi amiamo gustare i cachi così come sono, nella massima semplicità. Ma scoprendo come utilizzarli anche in cucina li apprezzeremo ancora di più. Tanto per cominciare, il limite della stagionalità si può facilmente risolvere preparando la marmellata di cachi: è squisita e allo stesso tempo facilissima, provare per credere. E diventa l’ingrediente jolly per una crostata diversa dalle solite.

Sapevate, poi, che l’abbinamento cachi e cioccolato funziona alla grande?

Formato di Vendita: vaschetta

Unità di Misura: vaschetta

Origine prodotto: Italia

Categoria:

Descrizione

I cachi sono composti per l’80% di acqua. Contengono anche una buona percentuale di fibre e sono ricchi di sali minerali, soprattutto calcio, magnesio e potassio. E ancora, rappresentano un’importante fonte di vitamine, in primis la A e la C, e di sostanze antiossidanti.

Tutto questo significa che sono frutti depurativi ed energizzanti, veri e propri integratori naturali che ci aiutano ad affrontare al meglio il cambio di stagione e il relativo senso di spossatezza. Sono alleati di chi soffre di gastrite e reflusso gastroesofageo e possiedono proprietà lassative e diuretiche. Il caco è un superfood, fa persino bene alla pelle.

kcal: 70


kj: 272


Carboidrati: 16 gr


Grassi: 0,4 gr


Zuccheri: 16 gr

Il cachi, definito anche mela d’Oriente o Loto del Giappone è un frutto simbolo dell’inverno ma dalle caratteristiche dei frutti estivi: zuccherinità, succosità e colore. La sua morbida polpa gli ha fatto meritare il nome scientifico di “diospiro” cioè “cibo di Giove o pane degli dei”. La pianta originaria delle regioni calde della Cina, dove era già conosciuta intorno al Mille.
Il Diospyros kaki è considerato l’albero dalle sette virtù: vive a lungo, da una grande ombra, fra i suoi rami non ci sono nidi, non è attaccabile dai parassiti (ma questa cosa è meno vera), le sue foglie giallo rosse sono decorative dall’autunno fino ai geli, il legno da un bel fuoco, è ricco di sostanze concimanti per il terreno grazie all’abbondante caduta di fogliame.
I primi popoli a coltivarlo in maniera intensiva furono i Giapponesi; per arrivare in Europa bisogna aspettare la fine del ‘700, ma all’inizio viene coltivato come pianta ornamentale. La scoperta del suo valore, come pianta da frutto si ha prima in Francia e successivamente in Italia e risale a dopo la metà dell’800.